Tubi e Raccordi Idraulici - Rivendita Materiali Edili - Frandi

A cosa servono i tubi e i raccordi idraulici?

Queste due componenti sono gli elementi necessari al corretto funzionamento di un buon sistema idraulico, e devono rispettare alti standard per quanto riguarda proprietà essenziali quali resistenza a pressione e corrosione. I raccordi idraulici sono componenti utilizzati per collegare tubi e tubature nei sistemi idraulici. Per via del costante contatto con l’acqua devono essere robusti, versatili e affidabili per poter funzionare in modo sicuro ed efficace nelle rispettive applicazioni. Questi raccordi in genere aderiscono a standard rigorosi che ne determinano la costruzione, le dimensioni e la pressione nominale. Altri fattori che giocano nella selezione dei tubi e dei raccordi idraulici sono i materiali che li compongono (di solito plastica o metallo), i costi e le condizioni ambientali esterne.
I metalli sono usati più comunemente delle materie plastiche capaci di resistere in maniera più efficace alle alte pressioni.

È possibile saldare i tubi idraulici?

È importante distinguere che tipo di apparecchiatura idraulica dev’essere collegata al sistema per determinare quali raccordi è più appropriato utilizzare.
I tubi idraulici sono tubi di precisione senza saldatura appositamente realizzati per l’idraulica. Hanno dimensioni standard per diversi intervalli di pressione, e un diametro che può arrivare fino a 100 mm. L’unione diretta di tubi mediante saldatura non è accettabile, in quanto l’interno deve poter essere ispezionabile in caso di malfunzionamento: per questo si utilizzano i raccordi idraulici.

Tipologie di raccordi idraulici

I raccordi idraulici si distinguono in base al tipo di connessione che assicurano, e si possono individuare le seguenti tipologie:
A compressione: tutti i tipi di raccordi che utilizzano la forza di compressione per collegare i diversi tubi del sistema idraulico: utilizzano guarnizioni, anelli o ghiere metalliche che assicurano una buona tenuta sul recipiente applicando una pressione misurata.
Questa tipologia non richiede alcun strumento per il montaggio, rendendola la più adatta per installazioni rapide sul campo.
A innesto: questi sono raccordi a compressione dotati di una ghiera affilata che arpiona il tubo per sigillarlo in maniera più efficace. Anche questi non richiedono attrezzi speciali per il montaggio, ma occorre gestire una connessione più forte, che prevede una pressione più elevata.
A presa meccanica: questi sono formati da una coppia di ghiere. Quella posteriore stringe il tubo mentre preme contro la ghiera anteriore, creando una forte tenuta fra la tubazione e il raccordo. Come tipologia offre una buona resistenza alle vibrazioni meccaniche.
Svasati: sono raccordi costituiti da un corpo con un’estremità conica. Forniscono una tenuta profonda, e possono gestire pressioni più elevate rispetto ai raccordi a compressione standard.
A terminale: questi raccordi permettono una presa migliore al tubo grazie a superfici perpendicolari collegabili tramite viti o altre componenti. E’ possibile intervenire anche tramite saldatura, assicurando un’ottima tenuta al sistema idraulico
Push-to-Connect: questa tipologia è dotata di estremità progettate per connettere le tubazioni con una semplice spinta. Queste componenti prevedono di solito un meccanismo di disconnessione tramite svitamento. Sono componenti particolarmente indicati in caso di sistemi sottoposti a smontaggi frequenti.
Filettati: come indica il nome questa tipologia è dotata di filettature (ovvero una scanalatura) sulla superficie interna (femmina) o esterna (maschio), entrambe capaci di stabilire connessioni con filettature corrispondenti. Quelle che forniscono una connessione semplice ma nessun sigillo sono chiamate filettature diritte, mentre quelle definite coniche sono progettate per fornire una tenuta ermetica in caso di passaggio del gas o fluidi sotto pressione. L’affidabilità della tenuta può essere migliorata aggiungendo un rivestimento o un nastro sigillante (per esempio il Teflon). I filetti particolarmente precisi sono chiamati “a secco”, il che significa che non necessitano di alcun un sigillante aggiuntivo: meno pericoli, dunque, di contaminazione o corrosione.